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Immagine dal web

Immaginate di essere state invitate ad una festa dal vostro partner e di essere lì con lui, ad un certo punto vi girate e non lo ritrovate più! Lo cercate ovunque, chiedete alle persone che incontrate, provate a chiamarlo e … niente, non c’è! Dopo vari tentativi vi rassegnate: vi guardate intorno e, tutto sommato, la gente è simpatica, la musica è gradevole e c’è un bel buffet, decidete dunque di divertirvi, ma in fondo in fondo continuate a chiedervi che fine abbia fatto il vostro accompagnatore, forse siete anche un po’ preoccupate.

Quando la festa sta per finire eccolo che torna e vi saluta come se niente fosse accaduto. Come reagireste a questo punto?

Qualcuna di voi potrebbe far finta di niente e tenere per sé la propria delusione, ignorandolo per il resto della serata senza fiatare, qualcun’altra potrebbe arrabbiarsi, urlare e dire “almeno avresti potuto dirmi che ti saresti allontanato, avrei evitato di cercarti inutilmente facendo la figura della stupida!”. Di certo la prossima volta che andrete ad una festa non vi fiderete, anzi forse non ci vorrete più andare.

Accanto a voi, invece, c’è una coppia che si ritrova serenamente, scambiandosi baci e abbracci, il marito dell’altra signora, infatti, aveva detto alla moglie che si sarebbe dovuto allontanare, che non poteva trattenersi alla festa, ma che sarebbe tornato in tempo a riprenderla; lei all’inizio era rimasta un po’ male, ma poi aveva deciso comunque di divertirsi, sapendo perfettamente dove stava il suo compagno e che si sarebbero rivisti a breve.

Bene! Ora immaginiamo la stessa scena tra voi mamme (o papà) e vostro figlio all’asilo nido. Sicuramente qualcuno, nei momenti in cui vi allontanate dal vostro piccolo, vi avrà suggerito di approfittarne quando lui non vi vede e a voi forse è sembrata una buona idea, ma non lo è affatto.

Per i bambini tra gli 8 mesi e i 2/3 anni è normale infatti sperimentare un’ansia che si chiama “da separazione”, a quest’età i bambini acquisiscono nuove consapevolezze, si riconoscono come individui, iniziano a muoversi autonomamente, capiscono di non essere un tutt’uno con la mamma. Hanno bisogno di affrontare tutto questo con la certezza che la mamma non li abbandoni da un momento all’altro, con la certezza che torni come ha promesso. Ecco perché è importante abituare il bambino alla separazione, a poco a poco. I bambini piccoli non hanno cognizione di spazio o tempo, non sanno se la mamma è andata nell’altra stanza o dall’altra parte del mondo, per un minuto o un anno, diventa naturale andare nel panico se, quando si girano, non la trovano più. Oltretutto, quando sono molto piccoli, non hanno nemmeno quella che si chiama  permanenza dell’oggetto, una mamma non presente è una mamma sparita per sempre, non esiste in nessuna altro luogo.

Allora cosa fare? Prepararli gradualmente fin da quando hanno pochi mesi: giocare a cucù settete, nascondere un gioco e farlo ricomparire, salutarli anche quando si cambia stanza, dirgli che ci si sta allontanando un attimo e quando si torna farsi vedere sorridenti dicendo che si è tornati, quando arriverà l’ansia da separazione i bambini protesteranno certamente di fronte all’allontanamento, ma niente paura, pian piano capiranno che la mamma torna sempre, i pianti diminuiranno e il ritrovarsi sarà sempre più bello. Provare per credere!

Ansia da separazione _ intervento su radio LatteMiele del 21.10.2015

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