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Copertina “Le avventure di Jacques Papier”

Proviamo ad immaginare quanto sarebbe bello avere una persona sempre pronta ad ascoltarci, a tranquillizzarci quando siamo arrabbiati, a rassicurarci quando siamo spaventati o a consolarci quando siamo tristi.

Due bambini su tre hanno la fortuna di avere un amico così, si tratta dell’amico immaginario. 

L’amico immaginario è una figura che compare intorno ai tre anni, si tratta di una creazione positiva che può essere presente solo in alcuni momenti particolari della vita o accompagnare il piccolo per qualche anno, durante il suo percorso di crescita.

La comunità scientifica è concorde nel ritenere che non sia sintomo di disagio, anzi, la capacità del bambino di creare una figura di questo tipo può essere indice di una buona capacità di adattamento, oltre che di una fervida immaginazione. L’amico immaginario, infatti, può fare capolino proprio nei momenti più difficili nella vita del bambino, ad esempio quando sono in atto grossi cambiamenti: la nascita di un fratellino, un trasloco, il rientro al lavoro della mamma o la perdita di una persona cara.

Le caratteristiche di questa figura non sono definite: potrebbe avere una personalità molto simile a quella del suo ideatore  o essere completamente il suo opposto, andando ad identificare ciò che il bambino vorrebbe essere; in alcuni casi potrebbe essere un amico che si “assume” la responsabilità di qualche marachella, in altri potrebbe assumere le caratteristiche di una persona cara.

Insomma, è difficile fare un’identikit, poiché dii fondo c’è un grande lavoro mentale, che molti genitori non sanno come affrontare; può quindi essere rassicurante sapere è che non c’è alcun distacco dalla realtà. Anche quando i bambini parlano ad alta voce con il loro amico o gli lasciano il posto a tavola, sanno perfettamente che si tratta di un gioco.

E allora cosa possono fare mamma e papà?

Sicuramente si tratta di una fantasia che si può assecondare serenamente, senza alcun giudizio e senza la necessità di sottolineare che si tratta di un’immaginazione. Sarà necessario, d’altro canto, anche evitare di enfatizzare troppo questa figura.

Facciamo un esempio: se il bambino vuole invitare l’amichetto immaginario a cena, i genitori devono acconsentire, ma posate, cibo ecc. dovranno  essere anche essi immaginari.

Quando è necessario fare attenzione o rivolgersi ad uno specialista.

Intorno agli otto anni la figura dell’amico immaginario dovrebbe “fare la valigia”, se la fantasia persiste oltre questa età sarà necessario porre attenzione, osservare ciò che accade e, in particolar modo se il bambino tende ad isolarsi, rivolgersi ad un esperto per una valutazione clinica.

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