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Immagine dal web

Essere genitori non rende certamente immuni dal commettere errori; pur sapendo ciò che bisognerebbe fare o evitare, può succedere di mandare all’aria i buoni propositi.

Un esempio è quello delle liti in famiglia.

Nonostante molte coppie facciano attenzione a non litigare davanti ai figli, può succedere di alzare la voce più del dovuto, rompendo il clima di serenità familiare.

Passata la burrasca, arrivano però i sensi di colpa.

Ma quali possono essere le conseguenze psicologiche dell’assistere ai litigi tra i propri genitori?

Come già detto, a tutti i genitori capita di sbagliare poiché errare è umano; se si tratta di un evento raro e non particolarmente carico di aggressività … pazienza, non servirà essere troppo severi con se stessi, basterà stare più attenti la prossima volta, senza però far finta che non sia successo niente.  Sarà l’occasione per spiegare ai bambini, facendo attenzione a non screditare l’altro genitore, che anche a mamma e papà può capitare di arrabbiarsi e di litigare, proprio come succede tra fratelli o amichetti, trovando poi sempre il modo di fare pace. Il messaggio che in ogni caso deve passare è: “Questo litigio riguarda noi, tu non ne sei responsabile e noi sappiamo cavarcela.”

Per tranquillizzare ulteriormente il bambino si può decidere di fare un gioco o un’attività che coinvolga tutta la famiglia. Questo sarà importante sempre, in particolare se il litigio avviene nelle ore serali, quando è fondamentale ritrovare un clima sereno per abbandonarsi al mondo dei sogni, evitando che questi diventino incubi.

Sarà bene anche non commettere l’errore di pensare “tanto è piccolo e non capisce”; i bambini piccoli capiscono, eccome! Poiché i neonati e i lattanti percepiscono l’ambiente, più che le parole, sarà importante tranquillizzare anche loro, prendendoli in braccio e parlando con voce calma e rassicurante, facendoli sentire di nuovo al sicuro nel loro mondo.

E se invece le liti sono frequenti o si arriva a veri e propri episodi di violenza?

Ecco! In questo caso è bene sapere che si sta minando il sano sviluppo emotivo del bambino, sarà dunque necessario rendersene conto e prendere immediatamente provvedimenti a riguardo.

Un ambiente familiare ostile, sempre teso e imprevedibile, genera insicurezza, soprattutto nei più piccoli. Persino i neonati reagiscono ad un ambiente tanto stressante attraverso pianti inconsolabili e difficoltà ad addormentarsi, mentre i bambini un po’ più grandi potrebbero reagire manifestando a loro volta aggressività a casa o a scuola.

Ci sono poi quei bambini che tengono tutto dentro: fanno finta di niente, continuano a giocare o a guardare la TV, ma nel loro intimo, mentre l’ansia e il senso di impotenza aumentano, la stima di sé è sempre più bassa.

Questo accade perché i genitori sono per i figli una sorta di specchio, pertanto gli rimandano un’immagine mentale attraverso il loro comportamento. I bambini potrebbe sentirsi non degni dell’amore e dell’attenzione dei genitori, troppo intenti a risolvere i propri problemi coniugali. Addirittura potrebbero sentirsi responsabili e, quindi, colpevoli per la situazione familiare. Tutto ciò incide in modo negativo sullo sviluppo di una sana autostima e può generare un disturbo d’ansia o del comportamento.

I bambini, inoltre, potrebbero sentire di dover “scegliere” da che parte stare, ritrovandosi in una situazione drammatica poiché entrambe le figure genitoriali sono cariche di una valenza affettiva e necessarie nel suo percorso di crescita.

In questo caso cosa possono fare i genitori?

Fermarsi a riflettere su quello che sta succedendo, prendere atto del danno che potrebbero arrecare al proprio figlio, seppur in modo involontario e, senza ulteriori ritorsioni su un passato che non possono modificare, concentrarsi sul futuro che è ancora sotto il loro controllo.

Per far questo dovranno discutere in separata sede, imponendosi, intanto, di non litigare davanti ai figli. Non sarà una soluzione definitiva, perché anche se lo faranno in privato i bambini capiranno che hanno discusso, ma almeno non avranno dovuto assistere alla scena (meglio che niente!).

Quando i conflitti sono profondi o quando le strategie di gestione della rabbia scarseggiano, potrebbe non essere sufficiente imporsi dei comportamenti da tenere; in questi casi potrebbe essere utile rivolgersi ad uno specialista per farsi guidare in un percorso di riavvicinamento, se ci sono i presupposti, o di separazione quando per la coppia non c’è altra possibilità.

Ascolta l’intervista su Radio Cusano Campus

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